Destino e Panico (Italia Viva Melfi): «Punto Nascita, la proroga non basta. Presentata un’interrogazione parlamentare».

Per ottenere finalmente chiarezza, Italia Viva Melfi ha interessato la senatrice Annamaria Furlan (IN FOTO IN ALTO), già segretaria nazionale della CISL, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Orazio Schillaci.
La delibera con cui la Giunta regionale chiede di rinviare al 31 dicembre 2027 la chiusura del Punto Nascita di Melfi, in considerazione dei lavori in corso sulla superstrada Melfi-Potenza, è ancora in attesa di una risposta da Roma. La delibera prova a tamponare l’emergenza, ma non risolve la questione, che si trascina da troppo tempo, chiamando in causa il principio di equità territoriale nell’accesso ai servizi sanitari. Melfi, infatti, non è il Punto Nascita con il minor numero di parti in Basilicata, pur rientrando tra le tre strutture che non raggiungono le 500 nascite annue previste dai parametri nazionali. Peraltro, per molti dei 100.000 residenti del bacino di riferimento, allargato a Puglia e Campania, raggiungere Potenza richiede ben più di un’ora di viaggio in auto. Una difficoltà oggettiva, che non verrà meno al termine dei lavori stradali.
C’è poi un’ulteriore questione che merita una risposta chiara. La stessa delibera predisposta dall’assessorato guidato da Latronico, mentre per Melfi si limita a chiedere una proroga della chiusura, prevede il potenziamento del Punto Nascita di Policoro, che registra un numero di parti inferiore. Quali criteri giustificano questa differenza di trattamento? E ancora: che fine hanno fatto gli investimenti e gli interventi organizzativi che l’AOR San Carlo e il Dipartimento regionale alla Salute avrebbero dovuto attuare per il Punto Nascita di Melfi, secondo gli indirizzi impartiti dalla stessa Giunta regionale con una precedente delibera del 2025? Sono domande alle quali, al momento, non è stata fornita una risposta. Viene allora da chiedersi se l’orizzonte amministrativo dell’assessore Latronico sia circoscritto al Metapontino. Se così fosse, sarebbe più opportuno che si dedicasse a tempo pieno alla rappresentanza di quel territorio. Per ottenere finalmente chiarezza, Italia Viva Melfi ha interessato la senatrice Annamaria Furlan, già segretaria nazionale della CISL, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Orazio Schillaci.
Si chiede al ministro di chiarire quali prescrizioni siano state impartite alla Regione Basilicata in relazione al Punto Nascita di Melfi e su quali motivazioni si fondino decisioni che, alla luce degli elementi disponibili, determinano una disparità di trattamento tra territori. L’atto parlamentare sollecita inoltre dati aggiornati sui Punti Nascita di Melfi, Policoro e Lagonegro e invita a valutare adeguatamente i tempi effettivi di percorrenza, le condizioni di accessibilità ai servizi sanitari e il rischio di incremento della mobilità sanitaria. Infine, chiede di chiarire quali siano, se vi sono, le conseguenze sul piano finanziario della mancata chiusura del Punto Nascita di Melfi. Mentre l’interrogazione segue il proprio iter, emerge la necessità di riportare la vicenda sul terreno della politica e delle responsabilità dei partiti. Riteniamo infatti un errore circoscrivere il confronto esclusivamente al piano istituzionale, concentrando in particolare le responsabilità sul sindaco di Melfi e sui suoi presunti rapporti con il governo regionale. Il primo cittadino, oltre a non avere competenze dirette in materia di sanità, non è iscritto a nessun partito ed è espressione di una maggioranza a larghissima componente civica. Il sindaco si occupi di amministrare la città e i partiti politici esprimano le proprie posizioni sulle scelte strategiche che incidono sul futuro di interi territori.
Per queste ragioni, da un lato apprezziamo la posizione del consigliere regionale Lacorazza, tanto sul Punto Nascita quanto sulla proposta di istituire a Melfi una sede universitaria di Scienze infermieristiche: un’altra richiesta promossa da Italia Viva, approvata dal Consiglio comunale e rimasta, ad oggi, disattesa dall’assessore Latronico. Dall’altro, invitiamo il Partito Democratico cittadino a non trasformare la questione sanitaria in uno strumento di contrapposizione elettorale locale. La difesa dei servizi essenziali non può diventare terreno di una competizione di corto respiro. Su queste basi, siamo pronti ad aprire un confronto costruttivo con qualsiasi forza politica voglia assumere una posizione chiara a difesa del nostro territorio, inclusi Partito Democratico e Fratelli d’Italia, partito di appartenenza dell’assessore regionale.





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