Crisi logistica nella Zona Industriale: 75 lavoratori ITS a rischio licenziamento

A pochi mesi dalla scadenza degli ammortizzatori sociali, le segreterie sindacali denunciano il silenzio della Regione Basilicata sulla vertenza della International Trading Service. Richiesti con urgenza un tavolo di crisi, la proroga delle tutele per altri 12 mesi e un piano di reindustrializzazione.

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È scontro aperto a Melfi sulla vertenza che coinvolge i 75 lavoratori della International Trading Service (ITS) S.r.l., azienda della logistica integrata attiva nell’indotto dell’automotive. A distanza di settimane dalla richiesta formale di un incontro urgente inviata lo scorso 6 ottobre alla Regione Basilicata — all’attenzione del presidente Vito Bardi e dell’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo — non è pervenuta alcuna convocazione istituzionale. Un silenzio definito dai sindacati assordante e inaccettabile di fronte a una grave emergenza sociale e occupazionale.

​La situazione è ormai giunta al limite: con la fine della tutela degli ammortizzatori sociali fissata inderogabilmente al 31 dicembre 2026 e le prime lettere di licenziamento già arrivate ad alcuni dipendenti guidati dall’amministratore delegato Lorenzo Moscucca, il tempo a disposizione è esaurito. Per questo motivo le Segreterie Territoriali di Fast Confsal, Fismic Confsal e Uiltrasporti ribadiscono la necessità di un tavolo di crisi regionale incentrato su due binari inderogabili:

  • ​La salvaguardia del reddito, tramite l’attivazione immediata di ulteriori 12 mesi di ammortizzatori sociali previsti per le aree di crisi industriale complessa.
  • ​La reindustrializzazione e il ricollocamento, attraverso un piano industriale vincolante che preveda il riassorbimento del personale sia nelle società del Gruppo Moscucca sia mediante clausole sociali nei bandi regionali di transizione.

​La vertenza accende i riflettori su una criticità sistemica ben più ampia che riguarda le politiche regionali e l’identità strategica della logistica in Basilicata. Nonostante l’area industriale di Melfi disponga di asset unici, come lo snodo ferroviario e capannoni vuoti utili a strutturare un hub logistico moderno o un polo e-commerce, il comparto rischia il collasso. Di fronte all’incapacità dell’automotive tradizionale di garantire i volumi occupazionali del passato, i sindacati invocano una vera riconversione dell’area in grado di offrire prospettive lavorative non solo ai dipendenti ITS, ma anche alle maestranze già espulse dal ciclo produttivo — come quelle di Las Automotive, LGS srl e FDM Srl — e a quanti rischiano di esserlo domani.

​In assenza di risposte celeri e risolutive da parte della Regione Basilicata, le organizzazioni sindacali confermano di essere pronte a promuovere tutte le iniziative di mobilitazione necessarie a tutela del lavoro e dell’intero tessuto sociale del territorio

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